Il Blog di una Ginecologa con la passione per la Scienza dell’Alimentazione e per la Medicina dello Stile di Vita

Devo muovermi o devo riposare? Tutta la verità sul movimento in gravidanza

Si sa, noi ginecologi siamo un po’  protettivi con le nostre pazienti durante la gravidanza, come le mamme italiane lo sono con i loro figli. Diciamo un pò prudenti, a volte un po’ apprensivi.  E’ un po’ assecondiamo anche la tradizione mediterranea che vuole la donna gravida servita e coccolata, a riposo in una bolla di cristallo. E a volte è vero anche che è la paziente stessa a sentirsi più fragile, tanto da passare la giornata in poltrona e muovendosi al rallentatore.

Ma la condizione più frequente sapete qual’è? Che le donne sono semplicemente confuse. Lo sono quelle che prima erano abituate a fare dell’esercizio fisico regolare e quelle che non lo sono. Non sanno cosa devono o possono fare.

Dottoressa posso fare le scale? Posso andare a camminare? Posso fare yoga? Se vado al mare posso nuotare? Posso andare in bicicletta? Ero abituata da andare in palestra, e ora? Queste sono le domande che mi sento rivolgere più frequentemente, in particolare alla prima visita.

E quando purtroppo capita una minaccia d’aborto o un aborto sapete qual’è il sentimento più comune? Il senso di colpa. Per aver fatto qualcosa di più del movimento consentito, cioè il nulla.

Eppure non c’è nessuna evidenza scientifica che controindichi l’esercizio fisico in gravidanza: si sa ormai per certo che l’esercizio fisico in gravidanza non è correlato ad aborto, morte endouterina del feto, parto pretermine, rottura delle membrane amniocoriali, o altre complicanze sia carico del feto che della madre. Al contrario  è associato a esiti favorevoli, come un miglior controllo del peso e a una minore incidenza di diabete gestazionale, preeclampsia (la malattia della gravidanza che comporta pressione alta ed altre gravi complicanze), tagli cesarei, parti operativi e depressione. Addirittura le Linee guida canadesi 2019 per l’esercizio fisico in gravidanza   che sono molto ben fatte, considerano l’esercizio fisico come una front-line therapy per la riduzione del rischio delle complicanze della gravidanza e per migliorare la salute materna, fisica e mentale.

Praticamente la stessa cosa che l’esercizio fisico fa in tutte le fasi della vita: previene le malattie, ci rende più sani e longevi, ci fa stare meglio anche psichicamente.

Le controindicazioni esistono certo, ma sono condizioni talmente serie che a nessuno (ok, quasi a nessuno 😀 ) verrebbe in mente di fare esercizio fisico.

Sono queste: Rottura delle membrane, Travaglio prematuro,  Sanguinamento vaginale non spiegato,  Placenta previa dopo le 28 settimane, Preeclampsia, Incompetenza cervico-istmica (una condizione che comporta dilatazione del collo dell’utero), Ritardo di crescita endouterina,  Gravidanza multipla di grado elevato (esempio trigemina), Diabete di tipo 1 scompensato, Ipertensione scompensata, Malattie della tiroide non compensate, Altre malattie serie cardiache, respiratorie o sistemiche.

Sono invece controindicazioni relative (devono cioè essere valutate caso per caso): Aborti ricorrenti, Ipertensione gestazionale,  Storia di precedente parto pretermine, Lieve o moderata malattia cardiovascolare o respiratoria,  Anemia sintomatica, Malnutrizione, Disturbi del comportamento alimentare, Gravidanza gemellare dopo la 28 settimana, Altre condizioni mediche significative.

OK, ammettiamo che siate sane e non abbiate nessuna di queste condizioni. Cosa potete/dovete fare per avere una gravidanza sana, stare bene in tutti i sensi e fare del bene anche al vostro bambino?

Le linee guida canadesi forniscono delle raccomandazioni basate sulle più recenti evidenze scientifiche, che perciò possono essere universalmente condivise.

Eccole qui:

 

Chi dovrebbe essere fisicamente attivo durante la gravidanza?

 

Raccomandazione 1:  Tutte le donne senza controindicazioni dovrebbero essere fisicamente attive durante la gravidanza

 

Quale e quanta attività fisica è raccomandata durante la gravidanza? 

 

Raccomandazione 2: Le donne dovrebbero fare 150 minuti di attività fisica moderata-intensa alla settimana per raggiungere una significativa riduzione delle complicanze della gravidanza. Per attività  moderata-intensa, si intende quella che, pur aumentando la frequenza cardiaca, consente di mantenere una conversazione durante l’attività.

Raccomandazione 3: L’attività dovrebbe essere distribuita in un minimo di 3 giorni la settimana. Tuttavia l’attività giornaliera deve essere fortemente incoraggiata. Qui aggiungo che altre linee guida suggeriscono almeno 30 minuti di attività aerobica (ad esempio camminare) al giorno

Raccomandazione 4: Le donne dovrebbero incorporare nella loro attività una varietà di esercizi aerobici (quindi camminare, nuotare, andare in bicicletta) e   di “contro resistenza”  o di forza (cioè di potenziamento muscolare o anaerobici) per raggiungere maggiori benefici. E’ stato dimostrato infatti che la combinazione di questi due training aumenta significativamente le prevenzione di tutte le patologie della gravidanza. Aggiungere lo yoga o uno stretching moderato può anche essere di beneficio.

Avete presente il mio articolo “Quale tipo di esercizio…?” . Praticamente lo stesso 😀 ! Anche se io l’ho scritto per tutte le fasi della vita è la prova che quello che ho scritto è valido anche per la gravidanza.

Raccomandazione 5: Esercizi per il pavimento pelvico (es. quelli di Kegel) possono essere eseguiti giornalmente per ridurre il rischio di incontinenza urinaria,  con una corretta istruzione sulla tecnica appropriata.

Raccomandazione 6: Se si dovesse sperimentare senso di stordimento, nausea o malessere durante l’esercizio in posizione supina è raccomandato il cambio di esercizio ed evitare queste posizioni.

 

Quali sono le norme di sicurezza?

 

  • Evita l’attività fisica con un caldo eccessivo, specialmente se in presenza di un’elevata umidità
  • Evita le attività che coinvolgono il contatto fisico o il pericolo di cadere
  • Evita le immersioni subacquee
  • Le donne che vivono in pianura (sotto i 2500 metri) dovrebbero evitare attività ad alta altitudine (sopra i 2500 metri)
  • Le donne che considerano la possibilita’ di fare attività sopra queste altitudini dovrebbero cercare la supervisione di un ostetrico con conoscenze sugli effetti dell’altitudine sulla salute materno fetale
  • Le donne che considerano competizioni atletiche o allenamenti al di sopra di queste linee guida dovrebbero cercare la supervisione di un ostetrico con conoscenze sugli effetti dell’attività ad alta intensità’ sulla salute materno-fetale
  • Mantieni un’adeguata nutrizione ed idratazione: bevi acqua prima durante e dopo l’attività fisica
  • Conosci le condizioni che indicano l’interruzione dell’esercizio e consulta subito un medico se dovessero presentarsi

 

Ragioni per interrompere l’esercizio fisico e consultare il medico

 

  • Affanno persistente che non si risolve con il riposo
  • Dolore toracico severo
  • Contrazioni uterine regolari e dolorose
  • Sanguinamento vaginale
  • Perdita di liquido vaginale che indica la rottura delle membrane
  • Capogiri o debolezza persistenti che non si risolvono con il riposo

 

Devo dire che non mi è mai capitato di vedere una donna che continua a fare attività fisica con un forte dolore al petto o perdite di sangue, ma sapete com’è…giusto per essere sicuri 😉

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