Praticamente ogni giorno mi trovo a dover rispondere alle pazienti circa le supposte controindicazioni della soia. Endometriosi o carcinoma alla mammella sono solo due esempi.

Niente di più sbagliato. Non solo la soia NON HA CONTROINDICAZIONI ma è perfino protettiva per le stesse malattie per cui è considerata controindicata.

C’è un motivo biologico in questo.

La genisteina, il principale fitoestrogeno della soia, ha un fantastico effetto modulatore sui diversi recettori agli estrogeni: si comporta come antiestrogeno su quelli “cattivi”, correlati con il carcinoma della mammella e dell’endometrio e fornendo quindi un effetto protettivo, e come estrogeno debole con un effetto dose-dipendente su quelli “buoni” come quelli sull’osso e su quelli responsabili delle vampate di calore.

E’ infatti dimostrato che ad esempio le donne giapponesi operate di carcinoma mammario che mangiano soia hanno meno incidenza di recidiva di quelle che non ne mangiano, mentre altri studi dimostrano il minore rischio di endometriosi nelle donne che consumano soia.

La soia ha anche un effetto favorevole sulle vampate di calore. Studi recenti dimostrano come la genisteina è più efficace quando viene utilizzato come principale isoflavone anziché in un mix di isoflavoni come accade con gli integratori a base di fitoestrogeni, ma la cosa sorprendente è che gli effetti sembrano essere maggiori quando viene assunto con l’alimentazione.

Quanta soia bisognerebbe mangiare per avere gli effetti positivi? Ne basta veramente poca, ma tutti i giorni: una tazza (250 ml) di latte di soia, mezza tazza di yoghurt di soia, 30 grammi di fagioli di soia, 90 grammi di tofu, 60 grammi di tempeh, 30 grammi di miso.
Rassicurate e spargete la voce
