Il Blog di una Ginecologa con la passione per la Scienza dell’Alimentazione e per la Medicina dello Stile di Vita

Il Ferro Migliore

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Dottoressa purtroppo io devo mangiare la carne tutti i giorni perchè ho il ferro basso!”

“Dottoressa io soffro spesso di anemia per le mestruazioni abbondanti eppure mangio sempre la carne di cavallo!

Ecco, queste sono alcune delle affermazioni che mi sento rivolgere tutti i giorni dalle povere pazienti, vittime di disinformazione e pregiudizi.

Iniziate a guardare la tabella sotto e iniziate a farvi un’idea del ferro contenuto nel mondo vegetale e confrontatelo con quello contenuto nella carne. Visto? Il ferro è ubiquitario e abbondante nei vegetali. Al confronto con quello del cacao quello del povero cavallo impallidisce. Ma anche fagioli e lenticchie non scherzano.

OK, troverete subito qualcuno che vi dice “Eh si, ma quello della carne è assimilato meglio, quello dei vegetali è assimilato pochissimo” .

Questo è in parte vero, ma in fin dei conti è anche uno svantaggio.

Bene, facciamo un pò di chiarezza:

Il ferro della carne è per il 40% ferro eme, quello contenuto nel sangue (anche nel nostro) per intenderci, e per il 60% ferro non eme; quello dei vegetali è quasi completamente ferro non eme.

Il ferro non eme è assorbito in percentuali che vanno dal 2 al 20%, quello eme è assorbito per circa il 20%. E’ vero, il ferro non eme è molto più sensibile alle sostanze o alle pratiche che ne inibiscono l’assorbimento (tè, alcune tisane, caffè, cacao, alcune spezie, fibre, calcio da latte e derivati, fitati) ma è vero anche che lo è anche a quelle che lo facilitano (vitamina C e altri acidi organici presenti nella frutta e nella verdura, lievitazione, germogliazione e fermentazione, ammollo, precottura). Risultato? Essendo il mondo vegetale molto piu’ ricco di ferro, ed essendo le sostanze o pratiche che ne facilitano l’assorbimento praticamente intrinseche a una comune dieta quotidiana, il deficit dell’assorbimento è abbondantemente equiparato dalla facilitazione, il ferro assunto dai vegetariani é sovrapponibile a quello degli onnivori e non esiste il rischio di carenza.

Ma esiste una differenza ancora più importante: il ferro eme si accumula nei tessuti ed è responsabile di un danno ossidativo delle cellule, a sua volta responsabile dell’infiammazione cronica causa della quasi totalità delle malattie cronico- degenerative dei nostri giorni, da quelle cardiovascolari, al diabete, all’Alzheimer, al Parkinson, ai tumori. Il ferro eme, insieme alle nitrosamine contenute nella carni trasformate (insaccati) è stato ritenuto l’agente principale della correlazione tra le suddette malattie e la carne rossa in uno dei più importanti studi di correlazione tra alimentazione e malattie, e pubblicato nel prestigioso British Medical Journal, di cui vi ho già parlato qui: https://www.passavoleggera.it/la-verita-vi-prego-sulla-die…/

Vi ricordo ancora una volta che le maggiori società scientifiche raccomandano di consumare la carne rossa massimo una volta la settimana (SI ANCHE IN GRAVIDANZA!) e di abolire gli insaccati.

Un’alimentazione plant- based è l’unica ritenuta preventiva dalle società di medicina preventiva, tra cui naturalmente la mia Mediterranean Society of Lifestyle Medicine .

Avete ancora qualche dubbio su quale ferro sia il migliore, più sano, più giusto ?

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